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Spiritualità

La Chiesa della Badia di Sant'Agata, il barocco di Vaccarini.

Una facciata che sembra muoversi, un interno ottagonale e una cupola da cui abbracciare la città e l’Etna: in centro storico, a pochi passi da Piazza Duomo.

Accanto alla Cattedrale Via Vittorio Emanuele
I tetti del centro storico e il porto visti dall’alto, accanto a un campanile barocco
Chiesa della Badia di Sant'Agata.

Capolavoro dell'architettura barocca catanese progettato da Giovan Battista Vaccarini. Situata accanto alla Cattedrale, su Via Vittorio Emanuele, vanta una spettacolare cupola panoramica che regala una vista mozzafiato sulla città e sull'Etna.

Rinata dopo il terremoto

Su Via Vittorio Emanuele, accanto alla Cattedrale, si alza la Chiesa della Badia di Sant’Agata. Una prima chiesa esisteva già nel Seicento, ma il terremoto del 1693 la distrusse, come gran parte della città. La ricostruzione, nel Settecento, fu affidata a Giovan Battista Vaccarini, l’architetto che più di ogni altro ha dato a Catania il suo volto barocco, lo stesso della facciata del Duomo e della Fontana dell’Elefante.

Il risultato è considerato uno dei suoi capolavori. La facciata convessa sembra quasi gonfiarsi verso la strada, con quel movimento sinuoso tipico del barocco siciliano, e dialoga con gli edifici che la circondano. Accanto alla chiesa sorgeva il monastero delle monache benedettine, la “Badia” che ha dato il nome all’edificio. Consigliamo di osservarla prima dall’altro lato della strada: solo da lì si coglie davvero l’eleganza delle sue curve.

Un interno di luce e marmi

Varcata la soglia, la chiesa sorprende per la sua armonia. La pianta è a croce greca, con ingressi e cappelle disposti lungo i lati di un ottagono regolare: uno spazio raccolto e luminoso, in cui lo sguardo sale naturalmente verso la cupola. Il bianco delle pareti e degli stucchi esalta ogni dettaglio.

Gli altari e i rivestimenti sono impreziositi dal marmo giallo di Castronovo, che dona all’interno una luce calda, mentre le statue in stucco delle figure sacre furono realizzate nel 1782 da tre scultori. È un luogo che invita alla calma e alla contemplazione, anche per chi entra solo per ammirarne l’architettura. Vi chiediamo di visitarlo con discrezione, rispettando le celebrazioni e chi si raccoglie in preghiera. Pochi minuti di silenzio, seduti fra queste pareti chiare, valgono quanto una lunga visita guidata.

La cupola panoramica

Il vero segreto della Badia è in alto. Le terrazze e il camminamento della cupola, da alcuni anni aperti al pubblico, offrono uno dei panorami più belli del centro storico: una vista a tutto tondo sui tetti, sulle cupole delle chiese, su Piazza Duomo e, nelle giornate limpide, sull’Etna che domina la città alle sue spalle.

Si sale lungo scale piuttosto ripide, ma la fatica viene ripagata appena si esce all’aperto. Da quassù si riconoscono Via dei Crociferi, il Castello Ursino e i tetti del centro, e si capisce davvero il disegno della città ricostruita dopo il terremoto. È curioso pensare che proprio da queste terrazze le monache del monastero potevano osservare la vita della città. Modalità di accesso, giorni e biglietti vanno verificati sui canali ufficiali prima della visita.

Come arrivarci da Casa Stazione Picanello

La Badia si trova in centro storico, a pochi passi da Piazza Duomo, proprio accanto alla Cattedrale. Consigliamo di raggiungerla con i mezzi pubblici: la casa si trova fra i due ingressi della stazione sotterranea di Picanello, da cui il centro si raggiunge in treno in circa 23 minuti, e in zona passano anche i bus AMTS.

Una volta in centro, tutto si fa a piedi: la Badia è a due passi da Piazza Duomo, dal Teatro greco Romano e dall’inizio di Via dei Crociferi. Salire sulla cupola al mattino, con la luce più limpida, è il modo migliore per orientarsi prima di esplorare il centro. Al rientro, il balconcino con lo scorcio di mare e la camera climatizzata vi aspettano per una serata tranquilla dopo una giornata fra le meraviglie barocche.

Consigli pratici

  • Accesso alla cupola e biglietti: verificateli sui canali ufficiali prima della visita.
  • Le scale sono ripide: scarpe comode e un po’ di fiato.
  • Scegliete una giornata limpida per vedere l’Etna dall’alto.
  • Osservate la facciata convessa dal lato opposto della strada.
  • È un luogo di culto: abbigliamento adeguato e discrezione.